Kobayashi Hirokazu Ryu

KOBAYASHI HIROKAZU RYU

ASPETTI DELL'AIKIDO KOBAYASHI HIROKAZU RYU

“Uke soku seme, seme soku uke”

In una relazione non esistono preconcetti e quindi sia chi riceve l’attacco (uke) sia chi attacca (seme) sono uguali nella relazione stessa: “uke soku seme, seme soku uke” e cioè colui che riceve è uguale a colui che attacca e viceversa! Tale uguaglianza è un “a priori” spirituale più che razionale, nel quale non ci si pone in una posizione di superiorità concettuale o culturale o sociale bensì c’è la netta convinzione che non vi sia chi detiene la verità sul mondo e che in ogni caso né la violenza né la ragione stanno da una parte sola.

Meguri interno

Il maestro Kobayashi Hirokazu, partendo da un’idea propria di Ueshiba Morihei e cioè che il movimento deve seguire una spirale di energia (“meguri“) che si esprime attorno al centro di energia vitale (“seika tanden“), giunge alla convinzione che il “meguri” percorre delle vie che sono interne al corpo e ciò avviene ancor prima del contatto fisico, vale a dire che ancor prima del contatto fisico è possibile comunicare con il corpo dell’attaccante modificandone l’assetto e l’energia dell’attacco.

Meguri interno,estetica, efficacia

Questa innovazione tecnica ha avuto come effetto di cambiare completamente l’estetica della relazione tecnica nella quale chi è attaccato non è obbligato ad eseguire grandi spostamenti per poter proiettare o per comunicare fisicamente con l’attaccante. Il concetto di estetica rappresenta un fondamento dell’Aikido Kobayashi Hirokazu: ciò che è bello è di per se stesso efficace.

Il meguri interno fa si che il corpo possa essere costantemente eretto ed il bacino mobile, condizione questa fondamentale affinché il movimento si realizzi in costante equilibrio e senza dover assumere posture arcaiche, tipiche di molte Scuole di aikido, ove le gambe sono esageratamente divaricate e le ginocchia troppo flesse con lo scopo di far abbassare il bacino ed ottenere un equilibrio che se associato alla rigidità del resto del corpo (braccia protese in avanti con mani aperte e dita divaricate e tese) costringe il praticante, nel momento in cui deve eseguire un gesto tecnico, a lunghi e ampi spostamenti per poter “smuovere” l’attaccante.

E’ per questo motivo che molti praticanti, anche esperti, vedendo insegnare il maestro Kobayashi Hirokazu, giunsero alla errata conclusione che il Maestro fosse in possesso di una forza sovraumana per poter applicare le tecniche quasi da fermo e con efficacia.

Spazio-tempo, sguardo, libertà

Le tecniche sono eseguite senza mettere in atto quelle tensioni muscolari che impedirebbero all’attaccante di seguire in una sorta di “fascinazione” il nuovo spazio-tempo creato dall’attaccato il cui sguardo non è fisso come se dovesse “ipnotizzare” un attacco, bensì è libero e mobile e può partecipare anch’esso alla creazione del meguri interno. La libertà dello sguardo è intimamente legata alla libertà interiore e questa a quella individuale. La libertà individuale sta nel riconoscimento dell’alterità e nel diritto di questa all’esistenza (e qui riprendiamo il concetto di “uke soku seme, seme soku uke“). E’ per questo che, come dice Cognard Andrè shihan, lo scopo del rituale dell’arte marziale e dell’aikido in particolare “non è più la messa a morte simbolica, espressione di una violenza travestita, ma un gesto d’amore suscettibile di illustrare il proposito di Ueshiba Morihei: “la vera forza del budo è l’amore”.

Etica del maestro Kobayashi Hirokazu

Libertà individuale, estetica e tutto ciò che ne consegue da un punto di vista posturale e relazionale sono alcuni dei fondamenti dell’etica del Maestro Kobayashi Hirokazu dalla quale scaturisce un aikido che rappresenta l’originalità della nostra Scuola.

La tecnica si compie attraverso una gestualità che in primo luogo è universale ma traducibile in un linguaggio che appartiene all’uomo poiché si esprime attraverso un movimento che è già insito nell’uomo stesso, nelle strutture ossee, muscolari e articolari, entità anatomiche attraverso le quali passa l’energia. E’ per questo che l’aikido non può essere considerato almeno nella nostra Scuola, un banale mezzo per poterci difendere da un eventuale attacco, ma uno strumento di comunicazione universale, attraverso un linguaggio che ci è comune.

Il Maestro Sumida

Questo grande maestro di kappo seppo (i punti che guariscono sono i punti che uccidono), ebbe enorme importanza per l’evoluzione dell’aikido del Maestro Kobayashi Hirokazu al quale insegnò come far risultare salutari le tecniche di aikido.

Ne è risultata così una tecnica veloce, potente, efficace e benefica.

AIKISHINTAISO

Per quanto riguarda l’insegnamento e la pratica dell’AIKI SHIN TAISO nella nostra Scuola, si tratta di un aspetto talmente importante e collegato alla figura del maestro Kobayashi Hirokazu così come alla figura del suo maestro, O sensei Ueshiba Morihei, che mi vedo costretto ad aprire un capitolo specifico.